Quest'estate ho visto di persona le duecento barche davanti a Nakupenda, e capisco la delusione di chi torna a casa da Zanzibar dopo una giornata così. La causa sta nel modo in cui l'isola gli è stata venduta: Zanzibar ha ancora posti dove si arriva in pochi. Li conosce chi ci vive, come Faustino, che ci guida sul posto mentre io parto con il gruppo dall'Italia. Una cliente, ad agosto 2026, l'ha detto così: «da viaggiatori non da turisti».
Ecco il viaggio in poche righe. Sono 9 giorni di Zanzibar vissuta dall'interno, nei posti dove si arriva in pochi e accanto alla gente del posto. Si parte in un gruppo a numero chiuso, di 12 persone al massimo. Io parto con il gruppo dall'Italia, e sul posto ci aspetta Faustino.
Lasci il contatto e chiedi se c'è posto: scegli subito l'orario della chiamata e ricevi il programma. Chi entra nel gruppo lo scelgo io.
Il viaggio che cerchi a Zanzibar ha nomi precisi
Se stai leggendo fin qui, probabilmente hai già viaggiato parecchio. Capisci in fretta se una giornata è stata costruita per far girare la gente o se la stai vivendo davvero. Da Zanzibar vuoi la seconda. Vuoi tornare a viaggiare da protagonista, con il calore della gente del posto accanto e il tempo di guardarti intorno, senza altro pensiero che goderti il viaggio.
Quel viaggio, per me, ha l'aspetto di un momento preciso. La barca si ferma, guardi verso l'orizzonte e di altre barche ne conti poche. Più tardi, nel villaggio, ti ritrovi accanto a chi ci vive, e le ore passano al suo ritmo.
Quella Zanzibar ha nomi che puoi segnarti. C'è l'isola di Faustino, una lingua di sabbia ancora sconosciuta ai più, che esce dall'acqua con la giusta marea e sta nascosta dietro un'isoletta al largo di Stone Town. Nella stessa giornata andiamo anche a Murogo, che è un altro posto rispetto alla lingua di sabbia. Poi entriamo nel villaggio dell'entroterra, dove stiamo con chi ci vive e il ritmo lo dà il Pole Pole (piano piano). Mnemba, in un'altra giornata, la raggiungi in barca a vela.
🌍 Questo viaggio è per te se...
- Cerchi l'anima dell'isola più della foto da cartolina, e una mattina all'asilo del villaggio ti dice più di un'ora in più sul lettino.
- Hai l'energia per giornate piene, e ti piace che in mezzo resti il tempo per il mare e per un massaggio.
- Lo spirito di adattamento è il tuo compagno di viaggio: qui la marea e il meteo decidono una parte del programma. Quando arriva un imprevisto, lo prendi come un'altra strada da scoprire.
- Per te viaggiare è un atto di scambio, e al villaggio e all'asilo entri in punta di piedi, con umiltà.
- Vuoi un gruppo piccolo, fatto di persone che hanno scelto il tuo stesso modo di viaggiare.
Una cliente l'ha scritto in una recensione su Facebook, a febbraio: «L'Africa non è per tutti: va accolta con apertura e rispetto». Sono d'accordo con lei. Preferisco dirlo qui, prima, così ognuno capisce da sé se questo è il suo viaggio.


Quello che ho visto al Safari Blu, quest'estate
Se un viaggio a Zanzibar ti ha già lasciato l'amaro in bocca, questa scena la riconoscerai. Al Safari Blu ho visto i turisti scendere dalle barche a ondate. Erano barche di legno da sei-otto posti, con venti o venticinque persone a bordo.
Il giorno dopo, a Murogo, avevo con me una coppia che il giorno prima era stata proprio al Safari Blu. Si erano fidati dell'escursione che era stata loro proposta. Me l'hanno raccontata come uno scempio, ed erano delusi da Zanzibar, tutta quanta. Me lo raccontavano proprio a Murogo, dove davanti a noi c'erano due barche in tutto: la nostra e un'altra.
Quei due avevano scelto l'isola giusta, in buona fede, come avrebbe fatto chiunque. A rovinare loro la giornata era stato il modo in cui il viaggio era stato confezionato, con la stessa escursione venduta a tutti, che porta tutti nello stesso posto alla stessa ora. Se è capitato anche a te, la colpa non è tua e nemmeno dell'isola. Hai visto la parte di Zanzibar dove ti hanno portato. Quella che cercavi era ancora lì, in un posto dove quel giorno nessuno ti ha accompagnato.
Il viaggio di gennaio l'ho pensato partendo da quella giornata a Murogo. Ecco cosa cambia, voce per voce, rispetto alla giornata di quella coppia:
- La lingua di sabbia che porta il nome di chi l'ha scoperta, Faustino: ancora sconosciuta ai più, esce dall'acqua con la giusta marea, e con la marea sbagliata resta sotto il mare.
- Perché la gita più comoda da prenotare è spesso quella che ti porta dove sono tutti, e quali due cose guardare nel programma prima di sceglierne una.
- Una giornata intera a Murogo e nel villaggio dell'entroterra, con chi ci vive (e in un'altra mattina l'asilo, dove si entra in punta di piedi: il contatto con la gente del posto ha il suo giorno scritto nel programma).
- Il momento in cui, in un viaggio di gruppo, vorresti soltanto un po' di spazio tuo, e la camera doppia a uso singolo che qui hai senza supplemento.
- Mnemba in barca a vela, una giornata in mare con le soste per lo snorkeling.
- La domanda di ogni viaggio di gruppo, «con chi mi ritrovo?» (qui la risposta arriva prima di partire, perché chi entra lo scelgo io, con un criterio che ti dico in chiaro).
Tre strade per Zanzibar, e dove porta ciascuna
Per arrivare a una giornata come quella di Murogo, chi parte per Zanzibar di solito valuta tre strade. Ognuna ha un limite che conviene conoscere prima. Messe in fila, portano tutte allo stesso punto.
La prima è il villaggio con le escursioni comprate dentro. È la scelta più comoda, e lo capisco: le gite te le propongono alla reception e tu scegli dalla lista. Quella comodità però si paga due volte. Dentro la struttura vivi in una bolla, dove l'unica persona del posto con cui scambi due parole è il cameriere. Quando ne esci, l'escursione ti porta dove va la folla. Barche da sei-otto posti con venti persone a bordo, come al Safari Blu: è il genere di giornata che ne viene fuori. Prima di prenotare una gita, allora, guarda due cose nel programma: dove ti porta, e a che ora ci arrivano tutti gli altri.
La seconda strada è il viaggio di gruppo confezionato in serie. Qui sta la causa vera. Un programma pensato per essere venduto uguale a tanti gruppi ha bisogno di tappe facili da ripetere. E le tappe facili da ripetere sono i posti più turistici. I posti dove si arriva in pochi li conosce chi vive sull'isola e li va a cercare per passione. Per questo, in un catalogo, restano fuori.
Con un gruppo qualunque restano aperte anche due domande: chi ti accompagna, e con chi ti ritrovi. Forse hai letto anche tu di gruppi in cui a coordinare era uno dei partecipanti, in vacanza come gli altri. A gennaio io parto dall'Italia con il gruppo, e quei posti li ho vissuti. Sul posto c'è Faustino, che li conosce dall'interno.
Al «con chi mi ritrovo?» rispondo prima di partire, perché chi entra lo scelgo io. Il criterio te lo dico qui, in chiaro: energia, spirito di adattamento e la voglia di vivere un'esperienza di gruppo autentica. Ti prometto il criterio, e su quello sono rigorosa. Chi sono gli altri compagni di viaggio te lo racconto a voce, in chiamata.
La terza strada è il fai-da-te. Chi la sceglie ha un argomento serio, perché sul preventivo spendi meno. Il punto è che da solo i posti dove si arriva in pochi non li trovi. Anche quando ne senti parlare, non sai con quale marea ci si arriva. Le escursioni che compri sul posto, poi, passano spesso dagli stessi canali di tutti. E se qualcosa va storto, l'imprevisto resta tuo.
Quando una giornata a Zanzibar delude, di solito la colpa finisce sull'isola, che sarebbe diventata troppo turistica. Oppure su un gruppo troppo numeroso. Da quella giornata a Murogo ho ricavato un'altra lettura. A Zanzibar la folla mi è sembrata dipendere da dove ti porta l'itinerario, e da chi l'ha scritto, più che da quanti siete in gruppo. Un programma scritto per ripetersi porta tutti negli stessi posti alla stessa ora. Così le barche da sei-otto posti partono con venti persone a bordo. E dodici persone a Nakupenda restano dodici persone in mezzo a mille.
Il viaggio di gruppo che ti porta dove si arriva in pochi
Se la folla nasce dall'itinerario, la soluzione parte da chi lo scrive e da quanti lo seguono. La strada che funziona tiene insieme il gruppo e l'isola vista dall'interno. È un viaggio di gruppo a numero chiuso, condotto da chi Zanzibar la conosce perché ci vive o l'ha vissuta. Da qui vengono i posti dove si arriva in pochi, quelli che da solo non troveresti e che il catalogo lascia fuori.
Arriva anche la libertà di non pensare all'organizzazione, e ha una ragione precisa. I pensieri te li toglie chi il programma l'ha pensato posto per posto e poi lo conduce di persona, accanto a te. Pensa a un'ora qualunque di una giornata in giro per l'isola. Altrove la passeresti a guardare l'orologio e a chiederti dove si mangia. Qui chi cammina con te sa già che marea c'è e a che ora conviene muoversi. Una cliente l'ha detto con parole sue: si è rilassata «sapendo che tutto era perfettamente organizzato».
E tutto questo lo vivi in compagnia, in un gruppo di 12 persone al massimo, con chi ha scelto il tuo stesso modo di viaggiare.
La differenza l'ho vista con i miei occhi. Davanti a Murogo c'erano due barche, la nostra e un'altra; a Nakupenda, circa duecento (nella giornata che ho visto, e la prendo per quello che è). Due barche contro duecento, in un giorno: è il segno di cosa succede quando a scegliere il posto è chi lo conosce. Come si fa, in concreto, a far scrivere l'itinerario a chi l'isola la vive? Con quattro fasi.

Quattro fasi, e un posto che porta il nome di Faustino
Questo modo di viaggiare l'ho chiamato Metodo Shauku, da shauku, che in swahili vuol dire passione. Ogni fase lavora su un pezzo dell'itinerario che di solito si dà per scontato: da dove viene il posto, quanti ci arrivano, a che ora ci si va e chi entra nel gruppo.
- Il posto lo porta chi vive qui e lo cerca per passione. Le tappe vengono dalla rete di chi a Zanzibar ci vive, prima che da qualsiasi catalogo.
- Si arriva in pochi. Il gruppo è a numero chiuso, 12 persone al massimo, perché il valore di questi posti sta proprio nell'arrivarci in pochi.
- Al ritmo della marea, non del catalogo. Certi posti escono dall'acqua solo con la giusta marea, e il programma si piega a lei e al meteo. È il Pole Pole (piano piano) dell'isola, portato dentro il calendario.
- Io al timone, e scelgo chi entra. È la selezione di cui ti ho parlato: persone con l'energia e lo spirito di adattamento che questo viaggio chiede, e con la stessa voglia di un'esperienza di gruppo autentica.
La prima fase ha un volto, ed è quello di Faustino. Ci siamo conosciuti escursione dopo escursione, con i clienti che tornavano entusiasti ogni volta. Da lì sono nati il rapporto e la fiducia, e oggi è il mio partner e il mio punto di riferimento sull'isola. Parla un italiano fluente, e a gennaio ci guida sul posto.
La lingua di sabbia che porta il suo nome l'ha scoperta lui. Sta nascosta dietro un'isoletta al largo di Stone Town, è ancora sconosciuta ai più ed esce dall'acqua con la giusta marea. Con la marea sbagliata resta sotto il mare, ed è un dettaglio che in un catalogo non trova posto. Ci andiamo il secondo giorno, nella stessa giornata di Murogo e del villaggio. Sono due posti distinti, e li vivi uno dopo l'altro.
C'è un gesto, in tutto questo, che per chi vive sull'isola è così normale che di solito non lo si racconta. Prima di decidere a che ora partire, Faustino guarda la marea. Sembra poco, eppure da quell'occhiata dipende se la lingua di sabbia la trovi fuori dall'acqua o sotto il mare. Un programma stampato mesi prima, uguale per ogni gruppo, ha spesso un orario già fissato, e la marea di quel giorno non la può conoscere. Te lo racconto perché è il pezzo meno visibile del viaggio, e quello che regge la giornata.
Magari un giorno qualcuno la troverà su una mappa, e va bene così. Quella lingua di sabbia appartiene all'isola, e io non te la presento come mia. Una mappa però non ti dà Faustino, con la storia di come l'ha trovata e con l'occhio per la marea giusta. Il gruppo abbastanza piccolo per arrivarci in pochi, invece, lo metto insieme io.
Il Metodo Shauku lavora proprio dove nasce la folla, cioè sull'itinerario. A scriverlo è chi vive l'isola, e a seguirlo è un gruppo piccolo. Per questo, se vuoi vivere Zanzibar da viaggiatore nel modo meno affollato che conosco, la strada passa per il Metodo Shauku, con Faustino sul posto e dodici persone al massimo.

Chi c'è già stato, con parole sue
Adesso lascio parlare chi questo modo di viaggiare l'ha già vissuto, nei viaggi di gruppo prima di quello di gennaio. Metto ogni voce accanto alla promessa che ti ho fatto, così puoi controllare da te se regge.
I posti dove si arriva in pochi. Ti ho promesso un itinerario scritto da chi l'isola la vive. Sonia Fracasso l'ha raccontato in una recensione su Facebook, a febbraio: «Viaggio di gruppo organizzato da Fatma… i posti più veri e belli dell'isola… oltre il programma». Quell'«oltre il programma» è la parte che mi sta più a cuore. È lì che la rete di chi vive a Zanzibar porta dove un catalogo non arriva.
Faustino sul posto. Della prima fase del Metodo Shauku ti ho detto che ha un volto, e lo nominano anche le recensioni. Cristina Barra, su Trustpilot ad aprile 2026, ha scritto: «grazie alla guida locale Faustino». A gennaio è lui che ci guida sul posto, in italiano.
Il villaggio e la gente. Il contatto con le persone del posto sta scritto nel programma, e chi torna a casa lo mette in cima ai ricordi. In un questionario di dicembre 2025 la risposta sta in poche parole: «Villaggio, il calore della gente». A febbraio 2026 un'altra risposta va nella stessa direzione: «Entrare a contatto con persone del posto e immergersi ancora di più in questa vacanza».
Il pensiero dell'organizzazione. Ti ho detto che qui i pensieri te li toglie chi ha pensato il programma e poi lo conduce. La frase intera di quella cliente, dal questionario di dicembre 2025, è questa: «mi sono potuta completamente rilassare, sapendo che tutto era perfettamente organizzato. Ho dovuto solo godermi il viaggio.» Ad aprile 2026 un cliente ha indicato anche il motivo pratico, con le escursioni «organizzate al meglio per ottimizzare tempi e spostamenti».
Io accanto a te. Ti ho detto che parto con il gruppo e che il viaggio lo conduco di persona. Ad agosto 2026 una cliente l'ha raccontato così: «Mi ha fatto molto piacere il continuo contatto diretto ed attenzione. Ci siamo sentite coccolate».
L'isola com'è davvero. Ti ho chiesto spirito di adattamento, e chi è partito lo ha capito sul posto. Una delle risposte che preferisco dice: «Abbiamo adorato Il respiro della contraddittoria zanzibar». Contraddittoria, sì, perché Zanzibar è Africa. Chi la vive con apertura se la porta a casa con le sue bellezze e anche con quello che stona.
Su alcune parti del programma, come la mattina all'asilo, i massaggi, la Paint Therapy e la cena in barca al tramonto, nessuno mi ha ancora lasciato una frase da citare. Non ne invento: quelle te le racconto io, una per una, qui sotto.
In chiamata ti racconto il viaggio, tu mi racconti come viaggi, e alla fine ti dico io se c'è posto.

Il programma dei 9 giorni, detto per intero
Partiamo il 15 gennaio 2027 da Milano o da Roma e torniamo il 24. Sono 8 notti e 9 giorni, con il volo internazionale e i trasferimenti privati già organizzati. Con il gruppo ci sono io: parto dall'Italia con te e resto per tutto il viaggio come tour leader. La guida sul posto parla italiano.
Dormiamo all'OMNYA, a Nungwi, una piccola struttura a 10 minuti a piedi dalla spiaggia. La colazione è compresa ogni mattina, così la giornata comincia senza pensare a dove sedersi. La camera doppia è tua, a uso singolo e senza supplemento. La sera, dopo una giornata passata in gruppo, chiudi la porta e lo spazio è soltanto tuo.
Le escursioni sono tre, e ciascuna ha il suo carattere:
- Murogo e il villaggio dell'entroterra, il secondo giorno, con la lingua di sabbia di Faustino nella stessa giornata. Sono due posti distinti, e in mezzo ci sono le persone che nel villaggio ci vivono.
- Mnemba in barca a vela, una giornata intera in mare, con le soste per lo snorkeling.
- Il Tour del Sud, che una cliente, a febbraio 2026, ha descritto come una «giornata lunga ma per niente faticosa».
Intorno alle escursioni c'è il resto del programma, e ogni pezzo ha il suo perché. Una mattina andiamo all'asilo del villaggio, dove si entra con umiltà e in punta di piedi: è il momento in cui il viaggio diventa davvero un atto di scambio. La Paint Therapy comincia con un brunch e finisce con un dipinto tuo, da portare a casa. Nel mezzo hai le mani nel colore e la testa libera, mentre il gruppo chiacchiera. I massaggi sono quattro, per i giorni in cui senti addosso le ore di sole e di barca. Anche le cene comprese sono quattro, e una la facciamo in barca, mentre il sole scende sul mare.
Tutto questo chiede qualcosa anche a te, ed è giusto che tu lo sappia prima. Ti scrivo le condizioni insieme al loro perché. Le giornate piene si alternano al relax, perché il gruppo arrivi a sera con ancora voglia di stare insieme. Ti chiedo puntualità, perché in un gruppo il ritardo di uno pesa su tutti. Con la marea, poi, un'ora persa può voler dire un posto perso. Il programma si piega a maree e meteo, e a volte cambia l'ordine delle giornate. Zanzibar è Africa, con i suoi tempi e il suo Pole Pole, e chi parte con noi lo sa prima di salire sull'aereo.
A gennaio sull'isola è piena estate. Idealista, a settembre 2026, ha scritto di «maree, spiagge e 28°C». Il meteo però non lo prometto a nessuno, ed è proprio per questo che il programma resta flessibile.


Cosa è incluso e cosa no, scritto prima che tu paghi
Te lo scrivo per intero, così sai con precisione cosa paghi prima di pagarlo.
Nella quota ci sono:
- il volo internazionale da Milano o da Roma e i trasferimenti privati
- 8 notti con colazione all'OMNYA, in camera doppia a uso singolo senza supplemento
- io come tour leader, in partenza con il gruppo, e la guida in italiano sul posto
- le tre escursioni: Murogo e villaggio, Mnemba in barca a vela con snorkeling, il Tour del Sud
- la Paint Therapy con brunch, i 4 massaggi e la mattina all'asilo
- 4 cene, compresa la cena in barca al tramonto
- l'assicurazione bagaglio e spese mediche
Restano fuori:
- i pasti non previsti, le mance e le spese personali
- le bevande, alcoliche e analcoliche
- la tassa di soggiorno
- l'assicurazione zanzibarina obbligatoria (ZIC)
- il visto turistico
- l'assicurazione annullamento, che è facoltativa
- tutto ciò che non compare fra le voci incluse
Gli importi delle voci escluse li trovi nel programma che ricevi dopo aver lasciato il contatto. Li conosci prima di qualsiasi pagamento.
Dove sta questo viaggio, a colpo d'occhio
Prima di parlare della quota, metto in fila le strade di cui ti ho parlato. Le ho ordinate su due domande: quanti siete quando arrivate in un posto, e chi ha scelto quel posto.
| Organizzi tu | Organizza chi vende il viaggio | Organizza chi conosce l'isola | |
|---|---|---|---|
| Con la folla | il fai-da-te, con le gite comprate sul posto | il villaggio e il viaggio di gruppo di catalogo | |
| In pochi | da solo quei posti non li trovi | questo viaggio |
Anche il villaggio ti toglie i pensieri, e va detto. Lo fa rendendo la giornata uguale per tutti: nessuna decisione da prendere, perché non c'è niente da decidere. In questo viaggio i pensieri li toglie chi ha pensato il programma e lo conduce di persona, accanto a te. A tenerlo in quella casella in basso a destra sono cose concrete: un luogo con la sua marea, una persona che lo conosce come Faustino, e un gruppo che resta piccolo. Il nome di un metodo, da solo, non basterebbe.
Quanto costa, e quando si paga
La quota è di 2.690 euro a persona, uguale per tutti, anche con la camera tutta tua. Con quella cifra compri quello che per conto tuo non avresti: un programma pensato da chi l'isola l'ha vissuta e condotto di persona, con Faustino sul posto. Dentro ci sono i posti dove si arriva in pochi e la giornata al villaggio. Il volo e i trasferimenti sono già compresi.
Il prezzo è bloccato per chi prenota entro il 15 novembre 2026. Dopo quella data può variare, perché dipende dal prezzo del volo.
Il primo passo, se ti dico di sì: 1.100 euro di acconto
L'acconto lo versi solo dopo la chiamata, quando ti avrò detto che c'è posto e avrai firmato il contratto. Lo versi direttamente al Tour Operator. Fino al 16 novembre 2026, cioè fino a 60 giorni prima della partenza, l'acconto è rimborsabile. Il saldo, 1.590 euro, si paga entro il 16 dicembre 2026.
Il gruppo è volutamente ristretto, 12 persone al massimo, perché il senso di questo viaggio sta nell'arrivare in pochi. Mentre scrivo, mancano 3 posti per completare il gruppo. Le iscrizioni chiudono il 26 dicembre 2026. Chi entra lo scelgo io, con il criterio che ti ho detto, e lo scelgo parlando con te.
Prima mi racconti come viaggi, io ti ascolto e ti dico se c'è posto. Solo dopo il mio sì e la firma del contratto versi l'acconto, direttamente al Tour Operator.
Le domande da farmi prima di chiedere se c'è posto
«Ho paura di ritrovarmi in un gruppo che non c'entra niente con me. Che età hanno gli altri?»
Qui in pagina l'età degli iscritti non la scrivo, e te lo dico subito: chi c'è già nel gruppo te lo racconto a voce, in chiamata, e lì puoi chiedermi tutto quello che ti serve sapere. Il viaggio non ha limiti di età. Chiede energia, spirito di adattamento e voglia di un'esperienza di gruppo autentica: è il criterio con cui scelgo chi entra, e vale per tutti allo stesso modo. Se il dubbio è questo, la chiamata esiste proprio per scioglierlo, e la fissi dal bottone «Chiedo se c'è posto per me».
«Non ti conosco. Come faccio a fidarmi, prima di pagare?»
È una domanda sensata, soprattutto online, e la prendo sul serio. Prima di qualsiasi pagamento fissi una chiamata con me, e mi chiedi tutto quello che vuoi. Versi qualcosa solo dopo il mio sì e dopo aver firmato un contratto, e l'acconto lo versi direttamente al Tour Operator. Le recensioni che ti ho riportato sono pubbliche, su Facebook e su Trustpilot, e puoi leggerle per intero. Se preferisci cominciare da una voce e da una faccia, il primo passo è proprio la chiamata.
«In un viaggio di gruppo avrò anche un po' di tempo per me?»
Sì. Le giornate piene si alternano al relax, con il mare e i massaggi in mezzo, e la camera è tua, senza supplemento. La camera singola per tutti c'è proprio perché dopo una giornata insieme serve un posto dove ritrovarsi. Se hai un'esigenza particolare, dimmela in chiamata. Ti dirò con sincerità se il programma la può accogliere.
«E se dopo aver versato l'acconto mi succede qualcosa e non posso più partire?»
L'acconto è rimborsabile fino al 16 novembre 2026, cioè fino a 60 giorni prima della partenza. C'è anche l'assicurazione annullamento, facoltativa, da 205 euro. L'assicurazione bagaglio e spese mediche è già inclusa, e se un'escursione salta per forza maggiore ti viene rimborsata. In ogni caso, prima di pagare qualsiasi cosa c'è la chiamata, e lì puoi chiedermi anche di questo punto.
«Organizzandomi da solo non spenderei meno?»
Sul preventivo spesso sì, e non te lo nascondo. Nella quota però ci sono già il volo, i trasferimenti privati, le tre escursioni e la guida in italiano, e quello che resta fuori l'hai appena letto. Per conto tuo, i posti dove si arriva in pochi non li trovi, e non sai con quale marea arrivarci. Se arriva un imprevisto, da solo resta tuo, mentre qui lo affronto io con te. Se vuoi fare il conto con calma, il programma ti arriva appena lasci il contatto.
«Cosa succede quando lascio il mio contatto?»
Compili il modulo e vedi subito il calendario, dove scegli l'orario della chiamata con me. Intanto ricevi il programma. In chiamata ti racconto il viaggio, tu mi racconti come viaggi, e alla fine ti dico io se c'è posto. Se c'è, firmi il contratto e versi il primo acconto al Tour Operator. Lasciare il contatto non ti impegna a nulla, e il modulo è qui sotto.
Chiedi se c'è un posto per te nel gruppo di gennaio
Prima del modulo, ecco cosa ti porti via da questa pagina:
- 9 giorni, dal 15 al 24 gennaio 2027, con partenza da Milano o da Roma
- la camera tua senza supplemento, e il non incluso scritto prima di pagare
- l'isola di Faustino, ancora sconosciuta ai più, e Murogo con il villaggio, nella stessa giornata
- un'idea semplice da portare in ogni viaggio: la folla dipende da dove ti porta l'itinerario, più che da quanti siete
- un gruppo di 12 persone al massimo, con me in partenza dall'Italia e Faustino ad aspettarci sul posto
Se è il viaggio che cercavi, il passo da fare è uno solo, e non ti impegna a nulla:
Lasci il contatto, scegli subito l'orario della chiamata e ricevi il programma. Chi entra lo scelgo io: in chiamata ti dico se c'è posto.
Il tuo contatto mi serve per fissare la chiamata e mandarti il programma, e lo uso solo per questo.
A presto, sull'isola o al telefono.
Fatma
P.S. Fino al 16 novembre 2026 l'acconto è rimborsabile. Se senti che questo è il tuo modo di vivere Zanzibar, è il momento più sereno per chiedermi se c'è posto: prima mi racconti come viaggi e io ti ascolto, e solo dopo il mio sì e la firma del contratto versi qualcosa.
Ti rispondo io, di persona, e ti dico se c'è posto per te nel gruppo di gennaio.

